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      La Giunta Tondo ha gestito la crisi con basso profilo e assistenzialismo
        17.08.2009 08:05 paolo pupulin il tuo commento ]       
 

Intervista per "Il Gazzettino" a cura di Paolo Pichierri

Ultimo di otto fratelli, Paolo Pupulin da Portogruaro perde il padre all'età di dieci anni. La madre, Maria Luisa, infermiera, porta avanti da sola la famiglia. Paolo studia giurisprudenza a Padova e contemporaneamente fa l'operaio prima in un'azienda tessile e poi in una del legno. Sposatosi, si trasferisce a Maniago e inizia l'attività sindacale che lo porterà alla guida della Cgil regionale, prima di diventare uno dei fondatori del Pd in Friuli Venezia Giulia. Negli occhi chiari di Pupulin, che il 21 agosto compirà 62 anni, riluce sempre una vena d'ironia. Non è mancanza di rispetto, ma la sottile complicità con i travagli della povera gente che in ogni Palazzo giungono riflessi e attutiti.

Pupulin, i dati della cassa integrazione di luglio mostrano un incremento che investe l'industria e il commercio e soprattutto le province di Udine e Gorizia.

«I dati devono essere interpretati dentro un periodo più ampio, sennò guardandoli di mese in mese si prendono delle topiche. Siamo alla resa dei conti di aziende che soffrono di una crisi prolungata. Sarà un autunno difficile, con la crescita della disoccupazione in regione».

Il Pd ha attaccato duramente l'assessore Ciriani, sostenendo che ci sono margini di manovra che la Regione non ha usato per trattare le situazioni di crisi. Cosa si poteva fare di più ?

«Il mio giudizio è fortemente critico, ma non riguarda solo Ciriani. Si è gestita la crisi con il profilo della quotidianità . L'atteggiamento è conservatore, di basso profilo e caricato di assistenzialismo».

Il Pd accusa di assistenzialismo il centrodestra?

«Gli unici elementi anti-crisi sono stati il sostegno al reddito. A sostegno delle imprese non c'è niente. L'idea è che basta attendere la ripresa. Invece le cose stanno cambiando nel frattempo e le imprese lo sanno».

Non vi va bene come si sta muovendo Friulia?

«Non si tratta di fare assistenza alle imprese. Friulia deve essere in grado di attivare un sistema di relazioni in grado di trovare alternative alle crisi e sviluppare una attività finanziaria per sviluppare il sistema industriale. Non c'è una sola crisi che abbia trovato soluzione. Era possibile un intervento della Regione con 300mila euro per costringere Luvata a mettere in campo nuovi investimenti per 2 milioni di euro. Invece si è lasciato perdere».

Quadro politico. Casini ha proposto un'intesa al Nord tra Pdl e Pd per frenare la Lega. Che ne pensa?

«Penso che sia una proposta stimolante, ma il Pd deve avere una visione unitaria del Paese».

Primarie Pd. Debora Serracchiani è partita con un forte vantaggio mediatico.

«Io penso che debba fare bene il proprio lavoro a Bruxelles. Ma vedo che manifesta qualche forma di individualismo ed egocentrismo che non fanno bene. Martines invece ha già chiarito che privilegerà il ruolo politico su quello amministrativo, che sta svolgendo bene, ed è una persona seria ed equilibrata che ascolta e sa fare gioco di squadra».

Chi stima di più nel centrodestra regionale?

«Un consigliere regionale che stimo è Colautti. è una persona pragmatica che non parte da riserve politiche. Inoltre, venendo dal mondo socialista, lo vedo soffrire nella coalizione».

Anche Tondo viene dal mondo socialista. Che voto gli dà ?

«Insufficiente».

Quale esperienza è stata più esaltante per lei, sindacato o politica?

«Non ho nostalgie. Ma penso all'accordo Zanussi-Electrolux, alla battaglia contro il terrorismo e alla difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Hanno lasciato il segno. Oggi cerco di mantenere, mutatis mutandis, la stessa linea».

Hanno mai cercato di comprarla?

«No, da questo punto di vista sono sicuro. Quei sostegni che ho dato era perché erano persone in estrema difficoltà . Non ho fatto raccomandazioni».

Leader sindacale e uomo politico. Ha mai ceduto alla lusinga di altre donne?

«In un'esperienza così lunga come la mia le tentazioni possono essere molte. Ho cercato di resistere».

Cosa ha insegnato a suo figlio?

«A essere coerente e a gestire bene le risorse. Questo è più merito di mia moglie».

Prega alla sera?

«Non sento il bisogno di credere in Dio. Ma ho interesse, anche nelle letture. In questi giorni ogni sera leggo un capitoletto di "Disputa su Dio e dintorni"».

Non un mangiapreti, quindi.

«Uno dei miei fratelli è prete. Sarebbe cannibalismo».